La cerca dei palchi

Le corna dei cervi hanno la peculiarità di essere caduche. Ogni anno, sul finire dell’inverno si staccano spontaneamente per essere sostituite da nuove stanghe più lunghe, più grosse e più ramificate.

Ornamento simbolo di maestosità e imponenza, il corno dismesso, giacente vistoso nel prato o splendidamente mimetizzato nel bosco, continua a mantenere vivo il suo fascino e diventa un cimelio ambito di cui impadronirsene.

E’ così che nasce la cerca dei palchi. Una passione prodiga di emozioni elettrizzanti che gode del privilegio di essere vissuta al contatto della natura e capace di far conoscere i numerosi segreti di uno fra i più attraenti mammiferi della nostra fauna selvatica.

Trovare un corno è come entrare in possessori una preziosa raccolta di informazioni inedite che raccontano la storia di ogni singolo soggetto di cui possiamo stimare l’età, i suoi pregi, i suoi difetti e le sue abitudini. In molti casi, è sorprendentemente proprio il ritrovamento di un palco a testimoniare l’esistenza di un particolare esemplare di cui nessuno aveva mai avuto il sentore.

La cerca dei palchi si basa sulla conoscenza dei luoghi frequentati dai cervi maschi, territori contrassegnati da impronte, fatte e sfregamenti, segnali importanti che orientano la scelta dei posti da perlustrare e che pur offrendo maggiori probabilità di successo, non sono comunque risolutivi per una ricerca fruttuosa.

La perdita dei palchi si svolge per la durata di circa due mesi, un intervallo di tempo durante il quale i seguaci della cerca danno vita ad una competizione serrata, consapevoli che il buon esito delle loro scarpinate non dipende solo dall’abilità e dalla tenacia ma soprattutto dalla capacità di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto.